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Nuove linee guida antincendio per fotovoltaico in copertura

L'aggiornamento normativo di settembre 2025

Con la nota emanata il 1 settembre 2025, il Dipartimento dei Vigili del Fuoco ha introdotto una nuova linea guida che sostituisce le vecchie regole del 2012 in merito all'installazione di impianti fotovoltaici. L'obiettivo specifico del documento è fornire prescrizioni per ridurre la probabilità di innesco e limitare la propagazione di un incendio dal generatore fotovoltaico all'interno o all'esterno degli edifici serviti.

Queste disposizioni si applicano direttamente alle attività soggette alle procedure di prevenzione incendi. Tuttavia, i principi tecnici delineati costituiscono ormai la regola dell'arte e un parametro di riferimento imprescindibile per la sicurezza di ogni copertura che ospiti pannelli solari.

Impatto sulle coperture: l'importanza della reazione al fuoco

Il cuore della nuova normativa, per quanto concerne il nostro ambito operativo, riguarda le caratteristiche dei piani di appoggio. La direttiva stabilisce un criterio generale molto rigoroso: occorre evitare l'installazione di impianti fotovoltaici al di sopra o in adiacenza di superfici con un inadeguato comportamento al fuoco.

Per gli impianti applicati sulle coperture, l'approccio principale indicato dai Vigili del Fuoco si basa sulla valutazione della resistenza agli incendi esterni, nota tecnicamente come classificazione Broof. La norma ritiene accettabile l'installazione quando si verifica un accoppiamento specifico: i tetti e le coperture devono possedere una classificazione Broof (T3) o Broof (T4) secondo la norma UNI EN 13501-5. Questi indici testimoniano l'altissima capacità del manto impermeabile di resistere alla propagazione del fuoco e alla penetrazione del calore radiante.

La linea guida prevede tuttavia delle alternative tecniche ed esoneri per quelle situazioni in cui la copertura non possieda nativamente questi requisiti:

  • Barriera tagliafuoco fisica: un primo esonero dalla classificazione Broof si ottiene interponendo tra i pannelli e la copertura uno strato di materiale con resistenza al fuoco almeno EI 30, accoppiato a un elemento incombustibile di classe A1. Questo strato protettivo deve estendersi per un'area pari a quella dei pannelli, maggiorata di 2 metri in ogni direzione.
  • Valutazione specifica del sistema: è possibile superare i vincoli generali effettuando una valutazione del rischio mirata sul "sistema pannello-copertura" secondo la specifica tecnica CEI TS 82-89. Questo test analizza l'effettivo comportamento combinato dello specifico pannello con lo specifico strato di copertura in condizioni di uso reale.
  • Analisi del rischio ad hoc: il progettista può elaborare una valutazione del rischio personalizzata per dimostrare che le soluzioni adottate garantiscono comunque il raggiungimento degli obiettivi di sicurezza antincendio, nel pieno rispetto delle procedure autorizzative.

Nel campo dei rifacimenti, comprendere queste dinamiche è vitale. L'impermeabilizzazione non è più solo una barriera contro l'acqua, ma diventa il primo scudo contro la propagazione delle fiamme. Posare nuovi pannelli su vecchie guaine bituminose non certificate espone la struttura a un grave rischio di incendio. Affidarsi a manti impermeabili moderni e testati per le classi Broof (T3) o Broof (T4) è la scelta strategica per un cantiere sicuro, garantendo al committente un risultato pienamente a norma e senza compromessi sulla sicurezza.

Spazi e geometrie: le distanze di sicurezza sul tetto

La norma disciplina anche il modo in cui i pannelli devono essere posizionati fisicamente sulla copertura, per garantire l'accessibilità ai soccorritori e arginare la diffusione del calore.

I moduli fotovoltaici devono essere raggruppati in sottomultipli con dimensioni massime non superiori a 20 metri in ogni direzione. Questi blocchi vanno separati da percorsi totalmente sgombri larghi almeno 2 metri. Inoltre, è diventato obbligatorio mantenere una fascia libera di 1 metro in prossimità del limite del tetto e attorno ad aperture come lucernari e sistemi di evacuazione fumi.

Cosa significa questo per il cliente

Per le aziende e i privati che hanno in programma l'installazione di un impianto fotovoltaico, queste regole rappresentano una formidabile tutela. Sottolineano infatti che il tetto è un sistema integrato: prima di installare la tecnologia di produzione energetica, occorre certificare e mettere in sicurezza la base su cui questa andrà ad appoggiare.

Affidarsi a una realtà specializzata significa avere la certezza che il manto impermeabile scelto rispetti i rigorosi requisiti Broof richiesti per prevenire il rischio di propagazione. Significa investire in un impianto sicuro a norma di legge, eliminando la minaccia che un banale surriscaldamento elettrico si trasformi in un disastro strutturale.

Il regime transitorio per i lavori in corso

Al fine di tutelare gli investimenti già pianificati, il Ministero ha pubblicato un successivo chiarimento in data 10 settembre 2025. Chi aveva già concretamente avviato le procedure prima del 1 settembre 2025, ad esempio tramite la sottoscrizione di contratti vincolanti o la presentazione di pratiche edilizie come SCIA o CILA, può completare i lavori applicando la disciplina precedente.

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